18 Settembre 1970. Jimi Hendrix

 

 

Londra, 18 Settembre 1970. Quarantasette anni fa.

Jimi Hendrix, il più grande chitarrista di tutti i tempi, va a suonare ad un altro livello. E far parte del Club 27. Alla Categoria Coincidenze Famose trovate Jimi e gli altri 27eers più famosi.

Inutile ricordare la figura di Jimi: è certo che, anche chi non ascolta rock e blues elettrico, non può non aver incrociato, in tv, sul piatto di uno splendido vinile colorato, sul web, o in radio la melodia di “Foxy Lady” o l’inno americano suonato mordendo le corde della chitarra o strisciandole sull’asta che reggeva il microfono…

Gli ultimi mesi di vita, ma soprattutto gli ultimi giorni,  di Jimi sono stati pieni di episodi, situazioni, momenti in cui Coincidenze e Numeri, ad esempio, si sono intrecciati profondamente.

Jimi era intriso del numero 9.  Data di nascita: 27 -11- 1942 = percorso di vita numero 9.     È morto a settembre,  il giorno 18 (1+8 = 9 ) L’ultima notte ha cercato di ingurgitare un blister intero di sonniferi: un blister da 10, ma la decima cadde a terra… ne assunse 9.   

In Numerologia il 9 riassume tutti i numeri che lo precedono prima dello zero; è il numero dello stelo del fiore che sale verso il sole; è il numero della kundalini, l’Energia che dal bacino sale lungo la schiena; è il numero della trasformazione, dei pionieri, di chi per seguire la propria luce e il proprio spirito, sceglie di mettersi alla prova anticipando il futuro e facendolo diventare presente.

Jimi è sbocciato nell’arte, ha vissuto la sua kundalini senza mezze misure, è stato certamente un pioniere e un precursore: non ha smentito il numero del suo percorso di vita.  I numeri 9 non conoscono mezze misure: o trionfano o dovranno purificarsi in caso di fallimento. Jimi, in fondo, ha fatto entrambe le cose: ha trionfato, diventando il più grande di tutti i tempi, ma poi è caduto rovinosamente. In qualche prossima vita, ritornerà nelle fattezze di chissà chi… e prima poi sentiremo dire: “ Ma questo ragazzo è la reincarnazione di Jimi Hendrix!”

Monika Dannermann, la sua ultima ragazza che fu con lui la notte del 18 Settembre non superò mai quel dramma e morì suicida nel 1996, pur dopo aver avuto un altro matrimonio con Ul Roth degli Skorpions: ma nei sui quadri di pittrice, il soggetto preferito rimase sempre Jimi.

Così come Kathy Etchingham, la scrittrice che, anni prima, Jimi amò profondamente, che rimase la “donna della sua vita”  e per la quale scrisse uno struggente bluesThe wind cries Mary”, che ebbe sempre il rimorso di aver rifiutato un invito per quella sera dopo un casuale incontro in un mercatino. Visse sempre che l’idea che se avesse accettato quell’invito e passato la notte con lui forse non sarebbe morto.

Da qualche parte una Regina si dispera

Da qualche parte un Re ha perso sua moglie

Il Vento ricorderà mai i nomi che ha soffiato?

E con questa stampella, la sua vecchiaia, la sua saggezza,

sussurra: “No, questo nome sarà l’ultimo…”

 

                     “The wind cries Mary” (Jimi Hendrix)