La “Farfalla granata”

E’ il 15 Ottobre 1967. 50 anni fa.

Il Torino calcio, ha vinto 4-2 la sua partita di campionato contro la Sampdoria. La sua “stella”, Gigi Meroni, il secondo da destra in basso fra gli accosciati, in questa foto di un grande Torino del 1965, è stato espulso ma la squadra ha vinto largamente e la sera della consueta cena post-partita, l’allenatore Edmondo Fabbri, decide di lasciare che i giocatori vadano a casa in anticipo rispetto al consueto “ritiro” di squadra dopo le partire del pomeriggio. Sorpreso da questa bella decisione del suo allenatore, Gigi Meroni, però i rende conto di non avere le chiavi di casa e quindi, a fine cena, dopo l’uscita dal ristorante, deve attraversare la strada per entrare in un bar e telefonare alla sua compagna, Cristiana, per farsi portare le chiavi. E attraversa Corso Umberto I, insieme al compagno di squadra Fabrizio Poletti. Era ovviamente molto buio, al punto che l’investitore, al volante di una Fiat 124 Coupè, al processo, venne assolto dall’accusa di omicidio. Lafarfalla granata, questo era il suo soprannome, nell’attraversare il Corso, fu costretto a fare un passo indietro, e questo fece sì che venisse colpito dall’auto che lo avrebbe ucciso. Ma chi era quel ragazzo di diciannove anni che si presentò spontaneamente alla Polizia dopo aver investito Luigi Meroni? Era il suo più grande tifoso, era Attilio Romero, che nell’anno 2000 divenne Presidente del Torino, la società per cui giocava Meroni, il suo idolo!!! Abitava proprio a pochi passi da quel ristorante… Le sorti del Torino “targato” Romero non furono proprio gloriose, ma in tutte le interviste, Attilio Romero ricorda a sé stesso ed ai tifosi del Toro di non smettere mai di “vivere” la presenza del suo idolo, che il Destino ha voluto perisse proprio per sua mano, con la sua macchina.  E io, quando vedo Gigi Meroni e George Best, non riesco a non metterli vicini, nelle movenze in campo, nella vita, pur diversissima, completamente diversa, ma comunque fuori dagli schemi, e nell’Olimpo dei più garandi numeri 7 della Storia del Calcio. A breve dedicheremo una pagina al numero 7, e vedremo come questi due grandi Creatori di Sogni non potessero che avere il numero 7 sulla maglia.