Freddie, la band, la Rapsodia.

27 Dicembre 2018

Buongiorno…

HO DOVUTO RESISTERE AI CONDIZIONAMENTI. In vita mia ho speso un sacco di soldi per dischi, CD, ma soprattutto concerti dal vivo. Siamo a più di 100 sicuro. E quando hai sentito, da dentro, l’odore della musica, il profumo delle vibrazioni, la lama tagliente delle emozioni profonde, ti avvicini ad un film come questo sui Queen con un po’ di diffidenza. Quando poi si tratta di un “gigante”, e di una band leggendaria, la situazione peggiora… Odore e profumo non li sentirai, vuoi capire se ti arriveranno le emozioni a trapassarti… E allora, andiamo. Il primo tempo passa, senza infamia e senza lode, procedendo un po’ a strappi, ma serve ad introdurre un secondo tempo dove il film, finalmente, sale di tono… Non dico molto di più per chi lo deve ancora vedere, ma è macroscopico che, se sale di tono, è perché finalmente il regista decide di far diventare protagonisti i valori che Freddie perde nel delirio del successo individuale. Lo fa attraverso le figure di Brian May (il chitarrista) e di Mary Austin (il suo grande Amore Incondizionato) che in certi momenti del film sostengono, oltre alla sceneggiatura del film, anche e sopratutto, la figura di Freddie che, senza di loro, dimostra tutte le sue fragilità e le sue paure irrisolte. Brian avrà la soddisfazione di vedersi riconosciuta una verità che Freddie, tempo prima, nel suo disequilibrio autocentrato aveva deriso e Mary cresce di consistenza man mano che il suo Amore si dimostrerà davvero Incondizionato, malgrado le scelte di distacco di Freddie. E la bisessualità non c’entra nulla. La piega che prende il suo rapporto con Mary è conseguenza di altro. Fino al Live Aid del 1985. Non posso dire di più, per ora. Ne riparleremo, più a fondo, quando in moltissimi, lo avremo già visto. Solo un consiglio: durante l’esecuzione di “Radio Gaga” non perdetevi un fotogramma che dura due secondi di un Freddie ripreso di spalle con il microfono nella sinistra ed il braccio destro teso di lato. Questo fotogramma non c’è nel DVD originale del Live Aid; è stato inserito in questa regia ed è, secondo me, uno dei fotogrammi più belli di tutto il film. Lu, da brava fotografa, conferma. Lui, in mezzo ai centomila di Wembley, ma, solo, con la sua rinascita. E lì a cantarla al mondo intero. Momento magico.

Buona giornata, Cuori Regali. Vince

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