Riflessi

 

Capitano nei momenti più inaspettati le occasioni per vedersi, o forse, meglio, per guardarsi. Per incontrare la persona con cui vivremo tutta la nostra vita, senza alcun dubbio.   Noi stessi.   Più o meno simbolicamente.   Una parola, uno sguardo, una situazione, un incontro  ed ecco che la nostra stessa immagine ci si para di fronte. Silenziosa, ma ci fa mille domande.  E pretende risposte; prima o poi, ma le pretende. Da questa richiesta non si sfugge. Una, alla fine, conta: “Come mi vedo?”   E’ importante?   Certo che lo è.  E non parliamo si estetica, non parliamo di immagine. Gli occhi del mondo sono sempre rivolti verso di noi, che ci piaccia o no.; è bene che anche i nostri stessi lo siano.  Non per vanità.   Non per egocentrismo.  Non per pura apparenza.  No.  Per onestà.  Verso sé stessi e verso chi ci sta vicino.  L’onestà verso sé stessi non è un traguardo semplice: e non va data per scontata. Il mondo è pieno di gente che finge con sé stessa per paura o altro, a volte purtroppo, per convenienza, di affrontarsi per quello che è. Posso capire, ma faccio fatica a giustificare, perché prima o poi, qualcun’altro, che gli vive vicino, pagherà quel conto. Usiamo un sacco di accessori che sono importanti, molto, ma comunque degli accessori.  Quando stiamo per uscire, l’ultimo sguardo davanti allo specchio cerca sempre i nostri occhi, sempre e ancora i nostri occhi. Perché, alla fine, sarà sempre attraverso di questi che si sentiranno i battiti del cuore.  Ecco perché mi chiedo sempre: “Come mi vedo?”  Perché è come chiedermi: “Sento battere il mio cuore?”  Questa è LA domanda.  Che i nostri occhi siano sempre dei buoni ascoltatori.   E sappiano trovare LA risposta.

Ci ritorneremo. Vince

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