Leggerezze

24 11 2018

Buongiorno…

DIGITALE O ANALOGICA? Come la vogliamo ‘sta bilancia? E per pesare cosa? Cinquanta, sessanta, settanta chili di che? Ma di peso, no ?!?! Appunto…  Quello fisico, buono per il corpo… Che ho il dovere di rispettare, se non altro perché da spazio alla mia Anima in questa incarnazione… E siccome la voglio trattare bene, la mia Anima, cerco di darle una casa il più adeguata possibile. Un corpo rispettato. Da me.  Ma poi scendo dalla bilancia. Scendo ed esco, dove so già che altri pesi incontrerò, pesati con chissà quali bilance, con quale spirito… Non con il mio, di sicuro; perché ogni volta mi chiedo: “Quanto leggero sei?”, non più “Quanto pesi”! Tendere verso l’alto, sempre… La Vita, a volte, gioca a fare la bilancia: quando lei carica, io alleggerisco,e viceversa, e così andiamo d’accordo. Ma i carichi, quelli necessari per crescere, non li evito, li accolgo, solo con più … leggerezza. Se li evitassi sarebbe inconsapevolezza, a volte forse anche irresponsabilità, occhio alla differenza, che è sottile, ma c’è. I ponti di cemento armato, ahimè, crollano, le Cariatidi, con la loro leggerezza, dopo duemila anni sono ancora li… Un motivo ci sarà.

Buon sabato, Cuori Senza Pesi.  Vince

vincenzo@vincenzopezzella.it