Onde e scogli

Buongiorno…

“Come può uno scoglio arginare il mare…” dice una delle più belle canzoni di Lucio Battisti (“Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi”. 1972.) 

Possiamo essere onde, possiamo essere scogli. Possiamo accettare che tutto è in movimento, possiamo scegliere di fare barriera e opporci. Possiamo scegliere di comprendere che siamo di passaggio, che cambiamo oceano, corrente e direzione, possiamo invece scegliere di fermarci dove siamo, con la assurda pretesa che sia il mare a tornare sempre da noi. Se ci fermiamo a fare scoglio, dimenticheremo persino come si fa a riconoscere un’onda da un’altra, crederemo che tutte le onde siano uguali e che vengano sempre da noi. In realtà le onde libere ti accarezzano una volta, ti scuotono la seconda, alla terza scelgono un altro mare, dove non ci siano inutili scogli. Le onde non si fermano, quelle armoniose e sincere. Quelle distruttive ti sbatteranno sempre contro, approfittando della tua fissità piena di presunzione. Così crederai che ti stiano accarezzando. Le onde erodono gli scogli, non viceversa.

Buona giornata, Cuori  Transoceanici.

Vince Pezzella

vincenzo@vincenzopezzella.it