Pulizia

Buongiorno.

Ci sono giorni, situazioni, periodi in cui, di fronte a ciò che ci accade attorno, è, o quanto meno sembra, difficile continuare a credere nel senso del Destino, nel suo disegno, nel cammino millenario che ognuna delle nostre Anime deve fare per completare la sua evoluzione. Abbiamo avuto davanti, e ancora le abbiamo, immagini di guerra dalla Siria e il suo dramma curdo; ora è il turno del Cile da dove ci giungono notizie di violenze, stupri, e sparizioni come ai tempi di Pinochet. Molto più vicino geograficamente a noi, ieri sera un giovane a Roma è stato ucciso con un colpo di pistola mentre difendeva la sua fidanzata da uno scippo. E allora pensi: “Ma era questo il Destino di queste persone? Così crudele? E perché?” E cerchiamo, noi, di trovare una risposta. Che non troveremo. Ma lo facciamo lo stesso. Noi. Che siamo qui, in una condizione del tutto diversa, più o meno protetta, più o meno sicura. Ma anche la situazione di quel giovane di Roma era sicura, dieci minuti prima. Mai avrebbe pensato, e la sua fidanzata con lui. Nessuno del popolo cileno probabilmente si sarebbe aspettato queste conseguenze dopo una manifestazione contro il rincaro dei biglietti della metropolitana. Ma in un attimo, cambia tutto. L’impensato diventa attualità. Perché? Nessuno di noi può rispondere al perché, perché ogni perché è personale ed appartiene a chi vive quella situazione, ma la domanda serve ad altro, a ciò che invece si può fare, si deve fare, per crescere. Scoprire il senso, la ragione del senso. Delle cose, dei vissuti. Che hanno un senso, una ragion d’essere, uno scopo. Lo scopo per cui siamo qui ed attraversiamo questa e molte altre incarnazioni. La vita è una bilancia con molti piatti, non solo due. Molti piatti. Ed in ogni incarnazione, mettiamo qualcosa su ognuno di questi piatti. Finché non si è raggiunto l’equilibrio, fra questi molteplici piatti, la bilancia si muove, ondeggia, fa rumore, fa cadere qualcosa, ci riprova,riesce, no, si riperde ancora, e noi aggiungiamo pesi, inconsapevolmente, finché un giorno l’ago della bilancia ci segnala un fuori scala. Così non va. Devi cambiare. Gli eventi? Forse, se ci riuscirai. Ma prima di tutto, la visione, la prospettiva, l’atteggiamento. L’entropia dell’ambiente in cui viviamo è a somma zero: il gemito di un miliziano morto è un messaggio per tutti noi, che dobbiamo accogliere, l’urlo di una violenza subita è un richiamo per tutti noi, che dobbiamo intervenire, il pianto di una fidanzata sul corpo del suo ragazzo è una mano che vuole essere presa ed aiutata da tutti noi. Possiamo cambiare il nostro Destino e quello delle persone? Il Destino, che ha come primo obiettivo quello della consapevolezza, forse no, perché la consapevolezza è innanzitutto individuale, ma la strada da percorrere perché ognuno ci arrivi, a quella consapevolezza, si, quello si, lo possiamo fare. Esercitando il nostro Libero Arbitrio. Non servono grandi gesti. L’Universo non vuole esibizionisti, non vuole urlatori, non vuole pifferai magici, non vuole capipopolo.  Vede tutto, l’Universo, soprattutto i silenziosi, quelli che di fronte ai drammi piangono, e condividono il loro pianto, perché lo sanno che l’era dell’odio, della violenza, della sopraffazione, può essere sconfitta solo con il suo contrario, la comprensione, la tolleranza, l’amore. Ci costerà molto. Avremo altre perdite, perché il ControDestino non molla, il ControDestino crede che il Potere, quello temporale, vincerà. E credo, purtroppo che questa illusoria vittoria, per un po’ di tempo, ci sarà. In questi anni la voglia di conflitto e di potere sta avendo il sopravvento. Anche l’entropia del sistema va ad onde, a periodi, a maree: e in questo momento, la marea umana ci sta portando a riva montagne di rifiuti, di plastica del cuore, di immondizia spirituale. Ma ogni marea, prima o poi, si ritrae, lasciando sulla battigia le sue nefandezze. Approfittiamo del tempo tra una marea e l’altra per ripulire la spiaggia su cui abbracciarci, disinquinare il mare in cui nuotiamo, abolire la plastica del cuore che ne impedisce il battito. E quando tornerà, se un giorno tornerà, la marea della rabbia, del conflitto, della sopraffazione, troverà una spiaggia pulita e piena di abbracci a fare da barriera e filtro, e dovrà prendere atto che posto per rabbia, conflitto e sopraffazione non ci sarà. E allora le vittime curde, le donne cilene violentate, e quel ragazzo di Roma, da dovunque saranno, avranno la loro ricompensa, nel vedere che il loro Destino ha salvato tutti noi. Avremo creato una Consapevolezza Condivisa. E finalmente faremo ciò che per secoli non abbiamo fatto, a queste persone: LE RINGRAZIEREMO! Perché, ricordiamocelo sempre, SIAMO TUTTI CONNESSI. E la tragedia di chi ci è geograficamente lontano, ci è, in realtà, spiritualmente accanto. Non solo un battito di farfalla in Europa, può provocare una tempesta in Oceania, ma il Destino ed il Libero Arbitrio di ognuno di noi, cambia il percorso di tutti gli altri. Vicini o lontani a noi. “SIAMO TUTTI COLLEGATI NEL GRANDE CERCHIO DELLA VITA”. (Mufasa, Re Leone.)

Vince Pezzella

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