Due Principi di Fisica Quantistica

Come ho detto nella pagina precedente, io, Silvia, non sono un Fisico e non ho nessuna pretesa di insegnare Fisica ad alcuno. Ho pensato molto se citare o no questi due princìpi, perché sicuramente i più diffusi, molti di voi li avranno già letti, in molti libri, eccetera. Ma io li voglio approcciare con lo spirito di chi  si chiede se, questi due principi, ormai così noti fra chi si interessa alle coincidenze ed ai Messaggi dell’Universo, davvero possano essere in relazione alle proprie esperienze quotidiane, nella vita comune di tutti noi, perché, poi, alla fine, è ciò che interessa davvero…  eccoli. Poi ne riparliamo.

Il famosissimo (anche se qualcuni ci ricama ancora sopra da fenomeno…) Principio di indeterminatezza di Heisenberg: vediamo di spiegarlo semplicemente. La Fisica classica , quella che fa riferimento a Newton, per intenderci, prevede l’esistenza di onde (luce) e particelle (elettroni). La Fisica quantistica, invece, descrive la materia sia come fenomeno ondulatorio sia come fenomeno particellare (l’onda può essere materia e viceversa). Quantistica perché si occupa di unità di energia dette “Quanti”. I quanti sono la più piccola quantità di radiazione elettomagnetica. Questo perché ci serve? A che pro? Per la Fisica tradizionale, un elettrone è una particella; per la Fisica quantistica può essere sia particella sia onda a seconda che sia osservata o meno. Come dire, è l’osservazione che determina lo stato della materia, dello stesso elettrone:

  • se misuri la posizione è una particella,
  • se misuri la velocità è un’onda,
  • se non misuri né l’una né l’altra, è particella e onda contemporaneamente.

Louis de Broglie, francese, Premio Nobel nel 1929, su questo argomento scrisse la sua tesi per il dottorato. È l’osservazione, la misurazione che “qualifica” lo stato della materia, che di per sé può essere l’uno o l’altro.

Il fenomeno dell’entaglement (“agganciamento”): se due particelle vengono messe in interazione per un certo periodo di tempo e poi vengo separate fra loro, alla sollecitazione di una risponde anche l’altra, pur se queste due particelle sono molto lontane nello spazio. Le due particelle si comportano come se fossero “agganciate” appunto. Come se si scambiassero informazioni “a distanza”. Questo fenomeno è stato dimostrato sperimentalmente nel 1998 a Pasadena, in California.

La domanda che ognuno può porsi, a questo punto, è: “Ma tutto ciò, con la mia vita “reale” (si fa per dire…) di persona comune, cosa c’entra?”  Due persone posso essere “agganciate nella vita” così come lo sono due particelle, scusate…  “quanti!”? Che si possa credere o no, io ho dovuto accettare questa cosa come una verità: “Si, signori, è possibile; Nicola ed io siamo in grado di raccontarvi numerosi episodi accadutici ed è qui che si inseriscono le “cosiddette coincidenze”, quelle cose che Nicola mi chiede di descrivere anche se non esistono, perché, siamo d’accordo vero?, le coincidenze, come tali, non esistono: esse sono segnali, Messaggi che ci arrivano dall’Universo per dirci delle cose…”

Cosa ci interessa, alla fine della fiera, di questi due principi nella nostra vita quotidiana? Tre conferme:

  • Che noi siamo fatti di Energia, non di materia (anche se può essere dura pensare ad un blocco di marmo, come fatto di energia e non di materia nel senso comune del termine).
  • Che è la osservazione che crea la realtà e non viceversa.
  • Che le entità che siano già state a contatto, una volta a distanza, sono condizionate dal tipo di interazione cui sono sottoposte separatamente e lo fanno nello stesso momento, allo stesso modo… wao! La relazione “non locale”!   Piano piano, non spaventiamoci ! Abbiamo sempre detto che i gemelli siamesi vivono le stesse emozioni anche quando sono lontani…. Ecco, pensiamo a una cosa così e tutto ci sembrerà più semplice, ok?
    Ah scusate, un’ultima precisazione: nell’immaginario della stragrande maggioranza di noi, “la Fisica” è Albert Einsten, come negarlo… Ci fossero ancora dei dubbi, con tutto il rispetto per i gemelli siamesi, la comunicazione “a distanza”, “non locale” delle particelle è implicata anche in una legge fisica detta il Paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen che di questo, appunto, parla. Per i più curiosi lo si trova in Rete. Anche l’amico Albert è del “clan”!

Chiudiamo qui questa pagina di Teoria. Altrimenti diventa noiosa e non voglio proprio! È comunque molto importante tenere presenti almeno questi principi basilari, perché saranno, come vedremo, alla base della nostra interpretazione di molte coincidenze, scusate… Segnali dell’Universo. Ciao! Alla prossima pagina…

Silvia

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