“accogliere” ciò che la vita ci manda

Quante volte lavoriamo per organizzare perfettamente la nostra vita, poi improvvisamente accade qualcosa che scombina tutti i piani che abbiamo faticosamente costruito?

Ciò non significa che non si debba vivere cercando di mettere un po’ di ordine fra tutte le incombenze che la vita ci impone. Ed insegnare ai nostri figli che ”costruirsi” un futuro soddisfacente è non solo utile, ma necessario, non tanto e non solo per il loro conto corrente, ma soprattutto per sè stessi ed il miglior rapporto possibile con la propria anima. Altro è pensare di avere, come alcuni credono, “tutto sotto controllo”.

Non esiste proprio! Tanto vale essere pronti ad “accogliere” ciò che la vita ci manda, perché, qualsiasi cosa essa ci mandi, “ha un senso”, bello o meno bello che sia. In ogni caso, lo ha.

La pulce nell’orecchio ce l’hanno già messa in tanti modi e, in un caso, nel modo più dolce possibile: quando Vasco ci canta “…voglio dare un senso, anche se questa vita… un senso non ce l’ha…”

Ho imparato da non molto tempo ad accogliere: merito dell’incontro con il mio gemello-avatar Nicola. A proposito, scrivete anche a lui. Non vi ha ancora dato l’indirizzo? Robe da matti!  Aiutatemi a riportarlo tra noi. Scrivetegli…

Torniamo a noi: prima di quell’incontro, vi dicevo, non era affatto capace di accogliere. Anch’io a ripetermi: “Ma perché capitano tutte a me? Perché sempre io?” e altre perle del genere. Sindrome da accerchiamento. In guerra con la vita. Sempre con l’elmetto in testa. Sulla difensiva.

Poi arriva Nicola a sconvolgermi l’esistenza e capisco: capisco che il problema non era ciò che mi accadeva in passato, che mi accade ora e che mi accadrà in futuro. Il problema ero io: si, io. Con i miei schemi passati, rigidi ed immutabili, con i miei “normali” criteri di valutazione della realtà; “normali”, mah? Rispetto a cosa? All’educazione ricevuta, agli schemi sociali. A proposito, io sono una che ha smontato la famiglia del Mulino Bianco e questa cosa, si sa, non è perdonabile negli ambienti “per bene”.

Il fatto è che siamo troppo abituati a ragionare in termini di causa-effetto. E cioè: se facciamo una cosa, vogliamo subito vedere una conseguenza, una risposta, una reazione da parte della vita. Oppure: fanno una cosa a noi, allora noi reagiamo subito e pretendiamo da chi sta di là, una reazione comunque in linea con la nostra azione. In sostanza, torniamo sempre ad un punto già detto: avere la situazione sotto controllo… se non succede, è il caos!

Vogliamo che le cose accadano dentro il limitatissimo “recinto della nostra percezione”, lì e solo lì. Questo è il problema. La NOSTRA percezione, l’unica valida. Per noi. Ci ho messo un sacco di tempo a interrompere questa spirale soffocante, un sacco di tempo. Ma ora, finalmente, ci siamo.

Ma giusto per “smontare” luoghi comuni che non hanno fatto altro che “imprigionarci” letteralmente, quante volte ci siamo ripetuti: “Ognuno è fatto a modo suo!” Verissimo! E allora, come possiamo pretendere che la nostra visione delle cose sia, non solo simile, ma addirittura così simile, da farci interpretare le situazioni allo stesso identico modo. Messa così, ci sembra effettivamente una pretesa un po’ eccessiva? Una pretesa, appunto…

Amici miei, la Realtà non è per ciò che è, la Realtà è ciò che è per come la vediamo, la “sentiamo”, la “percepiamo”.

Le cose non stanno mai “così”, le cose stanno per come ognuno di noi le “vede”. Facciamo anche noi qui il classico esempio del pipistrello? Ma si dai, facciamolo. Allora, ognuno di noi può entrare in una stanza e sentire un silenzio completo, assoluto, totale. Poi entra un pipistrello e comincia a volare impazzito far onde sonore di altissima frequenza. Quali? Dove? Quelle che noi non sentiamo perché il nostro orecchio arriva fino a 160.00 hertz e non va oltre, mentre quello del pipistrello li supera abbondantemente. Allora, il silenzio c’è o no? Certo che no, ma a noi “sembra”, solo perché “non siamo in grado”, se non attraverso strumenti di misura. L’esempio più classico, tutti gli studenti di Fisica lo conoscono bene, di come la Realtà sia ben diversa da come ci appare.

A proposito di Fisica, non posso esimermi dal citare, anche in questa sede, i due Princìpi che stanno rivoluzionando il mondo della nostra percezione. Li trovate al link evidenziato, ma con un approccio diverso; io non sono una Fisica, e non sono qui per dare lezioni di Fisica quantistica a nessuno. Sono qui comunque per condividere momenti “vissuti” e leggerli da una prospettiva nuova, diversa, che mi sta dando delle chiavi di interpretazione molto stimolanti. E numerose conferme sono arrivate. Buona lettura! A presto.

Silvia

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