L’Indirizzo

L’ INDIRIZZO ©

Storia di Vince Pezzella in duecentoquattro parole.

 

Valeria sollevò lentamente il volto dal rifugio che si era costruita addosso alla camicia di Massimo. Il bavero della giacca le copriva le guance, ma si spostò quanto bastava, controvento,  per incontrare lo sguardo di lui.

“Non sai nulla di me. Ci conosciamo da un’ora. Un’ora solamente. Perché mi tieni così?”

“Perché, invece, io so tutto di te. Tutto.”

“Non puoi,non è possibile. Non ci siamo neanche presentati. Te ne sei reso conto?”

“Si che ti sei presentata. Mi hai offerto il tuo odore. Abbracciandomi. Più di questo non puoi fare.”

Valeria tornò, in silenzio, dentro la giacca. Per sorreggersi. Sentì tremare le sue gambe forti e lunghe, mentre il suo odore diventava calore, e il vento della sera, mentre si mossero per andare verso la macchina, fece spostare una gatta siamese che stava dormendo da un pezzo su un muretto sopra di loro.

“Ho paura”, gli disse, “ho paura.”

“Di cosa?”, gli rispose lui, che già sapeva la sua risposta.

“Ho paura di me, e di stare qui, dentro di te.”

“Dentro di me, qui dentro, è casa tua. Finché vorrai. Tu, piuttosto, come hai trovato l’indirizzo del mio abbraccio?”

“Mi ci ha portato lei. Ho seguito la gatta.”

 

Treviso, 10 Gennaio 2019

©Vincenzo Vince Pezzella