Solo l’Amore è reale. (B. Weiss)

Eccoci. Come anticipato nel profilo Fb, siamo qui condividere alcune osservazioni relative a Lazise e al Training Avanzato  “Molte vite, molti Maestri” appena sostenuto con Brian Weiss.  Il materiale, non tanto di appunti, quanto emotivo, è veramente tantissimo. Perciò scriverò distintamente tre parti: la prima, che parte paradossalmente dalle conclusioni tratte al Training nell’ultima giornata di lavori, e si riassume nel senso e nel significato di Amore. Nella seconda parte farò il punto sulle esperienze nelle sessioni di lavoro vere e proprie. Nella terza, spazio alle prospettive che ognuno di noi ha a disposizione, purché scelga di entrare nel campo delle Energie di crescita e di cambiamento.

 

Parte prima: l’Amore.

Quindi, partiamo dall’Amore. Ecco la prima delle tre parti.  Ho trovato la prospettiva che Brian Weiss ha proposto di questo stato dell’Anima, come veramente innovativa.  La definirei di “strappo”, di “accelerazione” sulla definizione stessa di Amore….  

E per fare questo ha citato la figura di Galileo Galilei, per un parallelismo, perché Weiss propone un cambio di prospettiva sull’Amore, una sua nuova collocazione, come Galileo fece per la posizione del Sole nel nostro sistema. E non si tratta di dire, come viene automatico, che l’Amore è al centro della nostra vita, al centro di tutto, no, non basta, di questo siamo consapevoli, ma non è sufficiente, questa è solo la partenza, solo l’inizio; c’è molto, molto di più. Nella visione che deriva dalle sue esperienze professionali vissute, c’è il concetto di Amore che passa da sentimento, da vissuto dell’anima, ad Essenza stessa, che vive di per sé. L’essenza stessa dell’Amore, ciò che è, per sua natura indipendente.   Siamo, noi che guardiamo con convinzione alle nuove prospettive della Fisica Quantistica, assolutamente convinti che una Realtà oggettiva non esiste.  Ognuno ha la sua realtà creata dall’azione del suo pensiero e dei “filtri” attraverso i quali osserva e codifica ciò che accade dentro ed intorno a sé.  L’osservazione determina la realtà. 

Nella sua ricerca quotidiana, Weiss agisce, nella sua attività di scienziato e quindi nella osservazione, costruttrice della Realtà, appunto,  una registrazione, inevitabilmente soggettiva, ma quanto più libera da pregiudizi e condizionamenti , oggettiva in senso “galileiano”, e su questo ha insistito moltissimo, rivendicando la validità del metodo. Ho già citato in un post la sua splendida differenziazione fra scetticismo e disinformazione:  lo scettico è colui che offre spiegazioni alternative ai fenomeni, in senso greco antico del termine, “phenomenon”, ciò che appare tangibilmente, mentre il disinformato è colui che afferma cose,  senza però  conoscere i “phenomena” tangibili, producendo solo una opinione non informata. Lo studioso, registra i fatti, senza orpelli, le ipotesi vengono dopo….    L’Amore trova identici riscontri che sono trasversali alle più differenti esperienze personali, passando attraverso livelli di istruzione, classi sociali, contesti interpersonali, tipo di educazione, collocazioni geografiche: la carriera di uno dei più famosi psichiatri degli Stai Uniti, cambia rotta per l’arrivo di una ragazza povera e con basso livello di cultura e di esperienze, Catherine. L’Amore sfugge ai condizionamenti delle singole osservazioni e si afferma come Realtà esso stesso. Ma  viene comunque, e non potrebbe essere diversamente, declinato e vissuto a titolo individuale, dove si porta dietro l’elenco dei contesti che abbiamo citato qualche riga sopra, ogni volta che l’anima sperimenta una nuova reincarnazione. Ed ecco l’ipotesi più affascinante: una nuova idea di bilancia dell’Amore. Non solo intesa come  dare e ricevere, poi vedremo anche questo, ma bensì una bilancia dove su un piatto c’è la Soggettività dell’osservazione, con la creazione dell’Amore soggettivo, individuale, e sull’altro c’è l’Amore come Entità assoluta, indipendente dalla umana osservazione.   Questo secondo aspetto viene affermato da Weiss nel momento in cui dichiara l’esistenza di una “Reincarnazione dell’Amore e degli individui…”; l’Amore non più visto quindi come espressione di un sé individuale ma come Essenza che si reincarna in quanto tale, insieme all’anima che ritorna. Questa idea trova forza nel fatto che il concetto di reincarnazione si trova nelle più diverse religioni, anche in quelle più vicine a noi, come l’Ebraismo e il Cristianesimo.  E con essa  il concetto di karma. Nella celebre parabola della guarigione del cieco, Vangelo secondo Giovanni, 9,1-5, citata nel  Training, i presenti chiedono a Gesù, riferendosi al cieco: “ Cosa hanno fatto, perché egli sia così?” . Come dire, interpretando, “ Cosa hanno fatto (altre persone), con il risultato che egli sia cieco (cioè, paga lui il prezzo di qualcosa che hanno fatto altri)”. Un trasfer di rapporto con il karma negativo dei genitori verso il figlio era un concetto molto diffuso al tempo di Cristo.   

L’Amore diventa un concetto omnicomprensivo, secondo la definizione che si deve a Carl Gustav Jung: «L’amore è un concetto che si estende dal cielo agli inferi, racchiude in sé il bene e il male, il sublime e l’infinito». Ma già nel suo “De Infinito, universo e mondi”, Giordano Bruno (1548-1600) ha cercato di togliere qualsiasi vincolo antropomorfo al Bene Assoluto, cioè Amore, cioè, in quel contesto storico, Dio, attuando un processo di identificazione di questo Bene Assoluto, dell’Amore,  con l’Universo e con l’Ovunque. L’Amore fa coincidere il Creatore con il Creato, e diventa esso stesso Creatore e Creato. E se integriamo questa definizione con quella di un grande poeta come Kahlil Gibran, secondo cui l’Amore non è né fisico né platonico, ed è fuori da ogni definizione di tempo, ci rendiamo conto di come l’Amore amplia il suo senso di stato dell’anima per diventare un Bene Supremo che reincarna, per sua volontà, esso stesso attraverso l’esperienza umana.   “Gli Angeli sopra Berlino” é un film di Wim Wenders del 1987 e qui l’attore Bruno Ganz, nella parte di Damiel, è un angelo che si innamora della trapezista Marion, e pur di poter interagire con l’ambiente che finora, come angelo si era limitato ad osservare, e di conseguenza, di poter interagire con lei, decide di rinunciare alla sua condizione di angelo. Comincerà così a sperimentare gli umani affanni e le umane sensazioni dello spirito. Se Damiel, come Angelo, rappresenta l’Amore, ecco che l’Amore si veste da innamorato e si reincarna. Partendo dalla condizione di Bene assoluto. Questo concetto è presente sin dalla Cultura Greca ed è arrivato sino ad Einstein che nella celeberrima “Lettera a mia figlia” descrive l’Amore come la nuova Teoria della Relatività, cioè come legge universale esistente al  di sopra degli umani affanni , ma che però viene a guarire, come una Legge Universale per la Scoperta e la Salvezza del Senso della Vita.   In questo vedo la grande scommessa evolutiva e professionale di Brian Weiss, quando dichiara con forza che “Solo l’Amore è reale” di una realtà che sfugge alle leggi della Fisica sia Quantistica, sia Razionale, capace di costruire una realtà senza letture, senza regole, senza leggi, se non quelle della sua insostituibile unicità.

Vince Pezzella

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