Respirare la Forza

IL RESPIRO E’ OVUNQUE.        Queste quattro parole, così nette ed incisive, si devono ad Anne Carson, recente Premio Nobel per la Letteratura, a pag. 67 del suo “Eros il dolceamaro” del 1986.

L’argomento è, appunto, Eros, attorno al VII e VI secolo a.C., quando in Grecia, dalla tradizione orale, omerica, si passa, con contributi fenici e mesopotamici, alla scrittura. Tutto cambia. Anche Platone, più tardi, nel 400 a.C., dovette farsene una ragione, criticando la scrittura, lui poeta prima dell’incontro con Socrate, e trovò il suo compromesso, scrivendo sì, ma in forma, com’è ben noto, di Dialogo. IL RESPIRO E’ OVUNQUE, perché per recitare le memorie degli avi ed ascoltare il cantore, TUTTO IL CORPO deve essere sull’onda del suono della voce. Che attraversa l’aria, che cavalca le onde degli effluvi di Empedocle. Si, perché la Carson ci ricorda  che, per questo immortale filosofo naturalista ma anche metafisico, “tutto nell’universo inspira ed espira in un flusso costante” [ … ] “attraverso gli aporroiai mediatori di percezioni che permettono a qualunque cosa nell’universo di essere potenzialmente in relazione con tutto il resto“.     Per i Lirici greci, la voce attraversa tutto il corpo, non solo gli organi di senso tradizionali: per i Lirici si ascolta anche con la pelle.

Poiché tutto è duale e la ricerca costante dell’Unità ne è una conferma implicita ( sia che si chiami Uno, Logos, Dio, Tao, Tutto … ) altrimenti non si cercherebbe ciò che è già evidente ed unitario, in questa riflessione mi sono sentito molto duale nella mia percezione e nella traccia di questa percezione come  amante del suono della voce e contemporaneamente amante della scrittura.

Non è la “spaltung” di Freud, perché un compromesso penso, o almeno “percepisco”, di averlo trovato e le due istanze sono felicemente presenti, ma la mia mini-scissione interiore, per dirla con lo psicanalista austriaco, mi ricorda che SIAMO UMANI, e conviviamo coi nostri limiti: chi mi conosce sa molto bene che questo, in tempi non sospetti, è sempre stato il mio mantra, altrimenti saremmo dèi, e trovarlo scritto a pag. 53 del libro di Anne Carson mi è stato di grande conforto.

Non ho potuto non collegare la Carson, e penso che non se ne dispiacerebbe, al Maestro Yoda, quando nella palude di Dagobah, mentre istruisce Luke Skywalker, spiega che LA FORZA E’ PRESENTE OVUNQUE,  in ogni elemento della Natura, proprio come il Respiro della tradizione naturalistica pre-socratica. Yoda dice a Luke di “sentire la Forza INTORNO A SE’ specificando che essa si trova “qui tra di noi, nell’albero, nella roccia, dovunque!”  “La vita la crea, la fa crescere. La sua energia ci circonda e ci lega” proprio come gli “aporroiai” di Empedocle. Sarà, ma anche Aristotele, che pure non condivideva completamente l’impostazione di Empedocle, nel suo “De Anima”, nel secondo e terzo libro interni al Trattato, ne parla e con dovizie di particolari a proposito della Teoria della Sensazione. Evidentemente lo Stagirita, Aristotele, ne era “preso”, diremmo noi oggi, e non poco.

Ho l’impressione, di conseguenza, che anche George Lucas conoscesse il Respiro empedocleo e i mediatori della sensazione, e abbia fatto dire anche ad Obi-Wan Kenobi che la Forza “ci circonda, ci penetra, regge la galassia“.

Ma se la tradizione orale ha la sua Forza nel Respiro, la Scrittura trova la sua Forza nelle pause, nella rilettura, nella riflessione, nelle correzioni, nelle conferme, nei ripensamenti. Yoda ricorda a Luke che per assaporare la Forza bisogna avere Pazienza ed attraversare la Paura. Anche aprire i polmoni in un profondo Respiro è un atto lento e di coraggio: assumiamo dentro di noi ciò che ci lega al Tutto.E allora, forse, tra un respiro profondo e una scrittura onesta, un po’ di Uno, all’orizzonte, si potrebbe cominciare ad intravedere, malgrado ogni giorno nuovi tiranni e i loro servitori interessati, si impegnino a sabotare la Relazione con il Tutto e farci calare in una palude come quella di Dagobah. Ma ci pensa ancora una volta, proprio lì, il Maestro jedi, a ricordare a Luke che “la Forza, potente essa è“.

Anne Carson ci confermerebbe, penso, che percepire il Respiro e seguire la Forza sono due atti d’Amore, di Eros.

A presto.

Vince.

occhialideldestino@gmail.com

Riferimenti bibliografici:

Anne Carson, Eros il dolceamaro, Utopia Edizioni, 2021

Empedocle, Frammenti e testimonianze, Giunti Bompiani Editore, 2002

Aristotele, L’anima,  Giunti Bompiani Editore, 2025

George Lucas, Star Wars, Episodio V, L’impero colpisce ancora.