Ogni volta…

Che la vita sia un viaggio è una di quelle poche certezze (parola sempre più a me invisa…) sulle quali penso sia abbastanza facile essere d’accordo. E se lo è, allora ogni trasloco è un punto di svolta nel proprio viaggio: uno di quei momenti in cui rimetti a fuoco sia la tua destinazione, sia la strada che vuoi percorrere per raggiungerla. Un trasloco, un cambio di situazione, di casa, di città, è uno di quegli eventi in cui puoi sperimentare se sia possibile mettere d’accordo il destino con il libero arbitrio: la vita ti pone di fronte alla necessità ( anànke ) di una decisione, amore, salute, lavoro o altro che sia, e tu cerchi di decidere tempi e modi per assecondare quella necessità. Esserne il protagonista e non il servo, di quella necessità, di quella anànke. Martin Heidegger ci ha scritto un trattato su questo… E così ho fatto: preso atto della necessità, il lavoro personale è stato gestire le modalità, esercitare il proprio arbitrio nella ricerca della migliore soluzione possibile, tutto considerato.

La vita ci impone scelte quotidiane, naturalmente, scegliamo cento volte al giorno, per lo più inconsapevolmente: quello che cambia è il livello vibrazionale. Ho sempre detto, in tempi non sospetti, come ci siano, per ognuno di noi, due modi per arrivare alla nostra destinazione: o prendendo, metaforicamente, una superstrada o facendo, sempre metaforicamente, una strada di montagna piena di tornanti! Io ho sicuramente scelto la seconda opzione: al decimo trasloco in vita, come potrei sostenere il contrario ? 😉

Fare dieci traslochi in una vita non è semplice, ma ha un vantaggio, enorme: ogni volta, se hai quel tipo di sensibilità e voglia di capire… ti fa sentire più vicino a quella che senti come la TUA destinazione, laddove il tuo sé si compie, laddove ciò che conta davvero si rivela. Una sensazione chiara, netta, definita. E la TUA destinazione non è paragonabile: non è meglio o peggio di altro, non è più o meno bella, più o meno desiderabile, perché è la TUA e come tale sfugge ad ogni categoria di giudizio, proprio o altrui. La TUA destinazione ti obbliga, per coerenza, se questa è un valore per te, a tirar fuori il meglio di te, per “diventare quello che sei“, come ci dicono, a distanza di duemila anni l’uno dall’altro, Pindaro e Nietzsche, a prescindere da dove sei, perché è lì che sei, dove ti ha portato il tuo viaggio. Fino al prossimo trasloco.

Vince

occhialideldestino@gmail.com