Nuotare insieme

Buongiorno a tutti.

Al rientro dalle vacanze abbiamo ritrovato, ahinoi, la stessa confusione e gli stessi smarrimenti che avevamo lasciato prima del nostro periodo di riposo. Possiamo chiamarla in mille modi, questa confusione, ed ognuno certamente, ha coniato il termine che ritiene più esaustivo. La realtà è, che, questo dis-ordine, in cui viviamo e che sceglie storicamente di manifestarsi in forme le più diverse e talvolta, come oggi, talmente cruente da sembrarci irreali, fa parte della natura dell’universo stesso in cui viviamo. E’ l’Entropia. Un Universo perennemente incompleto, perché sempre “in costruzione”, in cui nuove forme di energia si manifestano e di cui, pian piano, con fatica, studiando con impegno, veniamo a conoscenza. Per scoprire che la Creazione è sempre in atto, ben lontana dall’essere conclusa il “settimo giorno”. La Creazione è un regalo, sempre attuale, sempre “in essere”, di libertà fatto all’Universo, e questo regalo passa attraverso la necessità di imparare a goderne fino in fondo la sua bellezza, malgrado tutto. Il Principio Ordinatore lo sapeva, lo sa, e lo saprà nel suo eterno, man mano che la ricerca del perseguimento del Bene, che ci ha assegnato come possibilità, cercherà di mettere buon ordine nel disordine creativo che a volte ci risulta affascinante, a volte invece, come di fronte agli eventi avversi, ci appare devastante e incomprensibile…. Ma come imparare a godere di questa libertà e, prima ancora, imparare a definirla, per non sprecarla?

I fisici ci hanno insegnato che la realtà in cui viviamo è dominata dalle due leggi della termodinamica, secondo cui “nulla si crea nulla si distrugge” e “l’entropia (il dis-ordine) di un sistema tende sempre ad aumentare”. E’ esattamente ciò che, socialmente, stiamo vedendo: l’energia di cui disponiamo sta prendendo, senza diminuire, una via fuori controllo e il disordine non tende a placarsi, non rallenta, accelera.  

Cosa manca? Cosa serve? Manca l’energia positiva, quella che cerca di assecondare l’armonia che, comunque, in miliardi di anni, ha permesso alla vita di svilupparsi ed evolvere. E dov’è questa energia? È dentro ognuno di noi, nella ricerca del proprio sé, del proprio senso, nel riconoscimento del proprio daimon e del compito che ci è stato assegnato alla nascita. Per dirla con Alessandro Tonon, nel suo bellissimo “Arcipelago Interiore” (Nodo Edizioni, a pag. 37), “si tratta di conoscere sé stessi per intessere di senso i fili che costituiscono la trama e l’ordito della propria esistenza”. I fili e l’ordito… come non pensare a Cloto, una delle tre Moire del mito platonico di Er, le figlie di Ananche (la Necessità), quella Cloto che “fila” avvolgendo il fuso del nostro Destino, certificandone così lo svolgimento in vita; sarà la sorella Atropo, nel racconto del mito platonico, a renderlo irreversibile, prima ancora della nostra nascita.

Eccolo, qui sta il “buon” ordine, cui mi riferivo prima, rivolto a quella entropia nella quale viviamo: non certo quell’ordine “repressivo, castrante, ideologico, peggio ancora dogmatico” che sembra essere tanto di moda. Non è questo ciò di cui abbiamo bisogno: ci necessita l’ordine della Armonia, che avvicini il nostro personale microcosmo al macrocosmo che ci ospita e al quale siamo tenuti a dare una ricompensa per avere questa possibilità di “esserci”. Non basta vivere, per partecipare all’Armonia, bisogna “essere”. Ma per questo servono il riconoscimento del nostro percorso e del daimon che ne sarà tutore, che ci accompagna nel motivo per cui siamo nati; serve il riconoscimento di quel Progetto Amorevole, senza il quale rischiamo di fare del nostro “prenderci la vita in mano in prima persona”, passando senza costrutto da un “qui e ora” all’altro, un esercizio sterile di egocentrismo smisurato. Che annichilisce le relazioni, anche quelle felici che il nostro daimon ci aveva assegnato. E daremo, ancora una volta, ragione a Parmenide: “…il non-essere non è, e non può essere”.

“In principio era il Logos”, scrive Giovanni nel prologo del suo IV Vangelo, e Logos, oltre che Verbo è Relazione.

“La vita si organizza in reti” scrive Fritjof Capra, nel suo “I principi sistemici della vita”, Aboca, pag.17.

Un Evangelista e un Fisico: due angolazioni, la stessa visione.

“Bisogna sempre tenere presente tutto ciò: quale è la natura universale e quale la mia; in che rapporto è questa con quella” (Marco Aurelio. Colloqui con sé stesso, Giunti, pag.44)

I più grandi ci insegnano che nuotare nell’entropia, pretendendo che tutti nuotino come nuotiamo noi, ci porterà a nuotare, da soli, in quell’acqua in cui Narciso, come Alessandro Tonon ci ricorda, (op. cit. pag. 52) adorava sé stesso, innamorato della propria immagine. 

Buona Armonia a tutti.

Vince

occhialideldestino@gmail.com