Il tagliando

Mattina sul presto. L’ora più bella, la luce più vera. La bellezza, in certi momenti, di essere soli.
Un’ora di Nordic Walking in riva a un laghetto. Grazie! In solitudine totale.
Un’ora di “sano” silenzio, l’unica voce che ti parla e con cui parli è quella della tua anima, cui fai, in quell’ora silenziosa, lontana dal rumore degli eventi e delle loro ipocrisie ormai, più che da sempre insostenibili, una specie di “tagliando”… in cui ti chiedi nella tua vita dove sei, cosa stai facendo per te e per le persone che ami, da che parte stai (un mio mantra, da quando sono ragazzo, ma oggi più che mai importante schierarsi e alzare la voce), se sei a posto con la tua coscienza, con le scelte che hai fatto, e se sei pronto ad accettare serenamente ciò che la tua presenza nel mondo da qui in avanti ti comporterà, anche se scomodo ed indesiderato, e che certamente non avresti voluto. Ma tutto, come si sa, accade per una ragione… Niente per caso. Perché tante domande? Il grande, visionario, drammaturgo Eduardo de Filippo ha scritto “Gli esami non finiscono mai”. È così, non si può negare, uno appresso all’altro. E tutti sono riuniti in una unica materia d’esame: la ricerca del Bene. Che non è per nulla scontato.
Tanto più ciò cui aneliamo ha valore, tanto più severo è l’esame da sostenere e la pratica di vita da condurre. E noi siamo umani.
A non pensarci, dicevano i nostri padri Greci, si rischia di cadere nella ibris, la tracotanza, e sappiamo tutti bene la fine che, per questa, hanno fatto Agamennone nella storia e Prometeo nel mito.
La tracotanza che può stare  nell’arroganza, nelle pseudo-certezze, nella superstizione, nell’ego, nell’ingratitudine, nei falsi miti del consumismo.
E perciò io, di “tagliandare” la mia anima, spesso, sento il bisogno. In quella ibris non ci voglio cascare.
Buon weekend. ❤️
Vince