Il senso che ritrovi

Sette anni fa, più o meno a quest’ora, oggi, 27 Maggio 2018, ero appena tornato a casa dopo tre giorni a Lazise sul Garda con il Professor Brian Weiss. Quella straordinaria “tre giorni” è stato il lancio definitivo verso quel “mondo dell’invisibile” che, tempo prima, mi si era spalancato, improvvisamente, senza preavviso, davanti. Grazia e Destino, due facce della stessa medaglia,  sono dentro di noi, ma sfuggono al nostro controllo: é il bello della vita. In un mondo che ti dice di guardare sempre avanti, ho invece realizzato che, oltre ad andare avanti, certo, per capire chi sei davvero non puoi prescindere dalla tua storia precedente, in questa vita e anche in quelle che hai già vissuto molti secoli addietro. Altrimenti, la tua vocazione, quella che hai convenuto con il tuo dàimon, con ciò che ti è destinato ad essere, non la vedi e con essa non vedi neppure il suo senso. E allora ricadi nel: “… perché mi capita?”
Se stai in ascolto, il tuo daimon, la tua vocazione, ti parlano. E usano spesso le parole o i comportamenti di persone che sembrano li, dove sei tu, per motivi del tutto lontani. E invece, spesso non è cosi.
Ne ho avuto una conferma clamorosa, la mattina di sabato 24 maggio scorso, quando un “entanglement”, un agganciamento, si è svelato tramite un messaggero inconsapevole. Più di cinque anni fa, ad un convegno avevo posto la sfida: quando l’entanglement del micromondo della fisica sarà valido anche per il macromondo delle vite delle persone, allora la sintesi sarà compiuta. “Sento” che ci siamo. Non manca molto.
E allora quando realizzi il tuo personale “perché”, diventi una persona davvero “libera”, almeno dentro e con te stesso/a.
Buona serata. ❤️
Vince