Buongiorno…
Metti un giovedì sera, una bella serata, sei stato a cena con tua figlia, t’hanno brillato gli occhi per due ore, guardandola seduta di fronte a te, l’hai riportata a casa sua, adesso sei in macchina da solo nella sera verso casa tua e la Vita, che ti guarda, decide che quella serata, da bella, deve diventare memorabile. A colpi di capolavori.
Clicchi sul tasto “random” della tua FM in auto e la serata ti spara, in sequenza, “What’s going on” di Marvin Gaye, “Tears in heaven” di Eric Clapton, e “My hometown” di Bruce Springsteen. Cominci ad allungare il percorso per arrivare a casa più tardi possibile, perché hai già capito come andrà a finire, e malgrado tutto vuoi ascoltare… All’attacco di “Tears in heaven” guardi nello specchietto retrovisore per essere sicuro di poter andare a passo d’uomo, e lo fai, guardando davanti a te una strada che non esiste e poi, quando Bruce inizia “My hometown”, ti viene voglia di girare la macchina, andare verso l’autostrada, passare la sbarra del casello e andare dove devi andare.
Prima ancora di realizzare il pensiero, hai già la scena davanti agli occhi: al casello, ci sei, ti fermi, lo guardi bene, e sai che la cosa davvero “rock” da fare è lasciarla abbassata quella sbarra, non andare oltre, perché di là c’è il rispetto che dobbiamo , a prescindere, ai cuori lontani, e di qua il rispetto che dobbiamo a noi stessi e, sempre, al nostro, di cuore. Rispettare e Rispettarsi è una cosa molto, ma molto, “rock”. Per “essere” rock, non serve agitarsi, non serve urlare, non serve mettersi in mostra. E’ sufficiente , si fa per dire, amare con pienezza. Spesso, la vera scelta “controcorrente”. Silenziosamente.
Buona giornata, Cuori in concerto.
Vince
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