Un nanosecondo. Anche meno. Un soffio. Se ci fosse qualcosa di ancora più breve, quello direi.
E mi sono ritrovato lì, in quella cucina, in piedi, teletrasportato.
Alle spalle la sedia, quella vicina alla porta, quella di fronte al frigo. Senza passare per l’ingresso.
Lì, subito © Vincenzo Pezzella
Un fazzoletto di carta imbevuto di cirmolo e bam! un salto indietro, nello spaziotempo. Distanze, anni, emozioni, via, via, saltato tutto. Un balzo. Il profumo del cirmolo che entra nelle orbite, nella testa, nello stomaco. Un’invasione totale, istantanea. Un’incredulità durata un niente, poi solo appagamento, sorridente. Finalmente.
Ecco cos’era: lo so. Cos’era e com’era.
Come un albero senza gli aghi, solo l’essenza. Solo l’essenza.
E l’essenza non sente le stagioni, le crea, le attraversa, le nutre.
I passi sono li, sullo sfondo, lunghi, alti, pochi, pronti da sempre.
Entanglement confermato.
Vince
immagine dal web