Vince e la panchina nel Parco

Ognuno di noi ha dei Luoghi. Che sono stati nostri, lo sono e lo saranno perché, certi momenti anche se sono passati, saranno il nostro perenne presente nel cuore. Quei Luoghi che non potremmo e non potremo rivivere con altre persone: ciò che abbiamo vissuto lì merita rispetto.

Sono il Vince. Silvia e Nicola nella loro vita hanno un Loro Luogo: una cittadina, un parco, una panchina. Come tanti, per tanti di noi. E allora dov’è la differenza…? Gli oggetti che abbiamo vissuto, si sa, assorbono la nostra energia; e, nel nostro cuore, prendono vita. La nostra. L’unica possibile.

Questa panchina non sarà l’unico oggetto: ognuno di noi ne ha. Gli indirizzi di Nick e Silvia li avete. Raccontate loro i vostri oggetti che hanno in sé la vostra energia: sarà bello!

Tempo fa, sono andato a ritrovare quella panchina nel parco dove Silvia e Nicola hanno parlato, si sono tenuti per mano, sono stati in silenzio, si sono incoraggiati, hanno condiviso il loro cercarsi.

Ci sono tre panchine attorno alla grossa aiuola che vedete nella foto: due erano occupate, la loro era libera. Non me ne sono meravigliato: anche quando sarà occupata, per loro sarà sempre libera, perché è la loro. Un pomeriggio in cui Silvia era in difficoltà, in cerca del conforto familiare, Nicola “abitò” quella panchina per tutto il pomeriggio intero, da solo, perché sapeva, era certo, che la sua “energia ravvicinata” l’avrebbe, in qualche modo, aiutata. Glielo disse tempo dopo, quando quella difficoltà era passata, e Silvia lo gratificò di quel suo “Tu non sei normale…” che a lui piaceva così tanto, vero Nic?

Scusate ragazzi, ma quando, oggi, l’ho vista libera, non ho avuto dubbi: chiunque vi si siederà sopra, quella resterà sempre e solo la “vostra” panchina. Vi farà piacere, l’aiuola davanti alla panchina profumava di voi.

Vince

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