Il segno

Buongiorno!

La mano che vedete tenere con leggerezza quel libro e, pur nella posa per il pittore, mantenere il segno nella pagina, è della Contessa Margherita Prati Grimaldi, e potete ammirare l’opera del 1811 di Andrea Appiani (Milano 1754-1817) in tutta la sua bellezza al secondo piano del Museo Bailo di Treviso, dove è esposta all’inizio di un corridoio di straordinaria ricchezza artistica. Il dipinto si trova in rete, ma l’emozione di vederlo al Museo Bailo è impagabile.

Margherita Grimaldi fu ritratta da Andrea Appiani, questo artista neoclassico di straordinario livello e dalla vita intensissima, di fama internazionale (frequentò le Corti più prestigiose d’Europa e ritrasse anche Napoleone Bonaparte), ella che agli inizi nel 1851 fu tra i fondatori della Pinacoteca Trevigiana con la donazione di una ventina di dipinti e qualche decine di opere di altra fattura tra stampe e disegni. Fa buona compagnia, al Museo con il suo ritratto, a capolavori, tra gli altri, di Giovanni Bellini, Domenico Tintoretto, Lorenzo Lotto… 

Il dipinto, che ho incontrato durante un Laboratorio di Medicina Narrativa di cui ho detto in un altro articolo,  si trova subito a destra dell’ingresso del lungo corridoio al secondo piano; quasi defilato, in piena sintonia con la raffinatezza e la discrezione dello sguardo offerto dalla Contessa all’artista. Ma quella mano, quel libro “sospeso nel tempo”, e quel “segno”… La Contessa, a me,  non sembra arrivata lì in un percorso di sola lettura… Al mio sguardo, ha detto; “Sono arrivata qui nel mio percorso di vita”, che continuerà, quando questo momento di “concessione artistica” ad Appiani passerà, continuerà si, ma sarà divenuto anch’esso una pagina di questo libro, del mio libro. E’ un segno “pensato”, che si ritroverà e da cui si ripartirà, nel segno di una lettura iniziata e da completare.

A Treviso, al Duomo, nella Cappella Malchiostro, nella navata destra,  c’è un altro libro molto importante, sia pur con tutt’altro significato: è il libro che, lasciato cadere sul pavimento del dipinto, affianca la Vergine Maria, nella splendida “Annunciazione” dipinta da Tiziano tra il 1520 e il 1526 e che non si può non vedere in una visita a Treviso. E’ il libro di una ragazza colta di sorpresa da questo Angelo che irrompe nella sua lettura, obbligandola a volgere il collo verso la novità inaspettata e a lasciare andare il suo momento di intimità nella lettura. Qui non c’è segno da tenere  nelle pagine: il “segno” è l’attualità stessa dell’annuncio, del non-preparato, del non-previsto: è il ritratto di un attimo che la vita la cambia, non la sospende.

Resta il fatto che proprio il libro, in due espressioni di arte eccelsa, come momento di intimità, sa porsi da testimone del proprio “qui e ora”, sia che si tratti di un momento di riflessione e di dedica a sé stessi, sia che si tratti di una novità che tutto stravolge.

Buona lettura e buona visita, sia al Museo Bailo, sia al Duomo di Treviso, quando sarà.

Vince

occhialideldestino@gmail.com