Un 1 Settembre particolare

Il 1 Settembre è una data come un’altra… Ma per me è il primo anniversario di un episodio molto bello. Mia nonna si chiamava Filomena. Napoletana d.o.c. Posso dire che se oggi da queste parti si mangia la pizza, è perché lei, anni ’50, ha insegnato a farle a chi poi ne ha saputo fare un lavoro top! Al di là di questo, una donna eccezionale, senza retorica. Lavoratrice infaticabile, vera regista della famiglia di quattro figli. Sempre attenta agli esclusi e ai meno fortunati. Non aggiungo altro, se non che, anche dopo la sua morte, avvenuta in un giorno di San Valentino, ha continuato ad essere riferimento e ispirazione per tutti noi della famiglia. Ci ha salutato, per salire di livello, il giorno in cui si festeggia l’Amore. E noi questo lo “sentiamo”. Andate alla pagina delle Coincidenze sul sito www.vincenzopezzella.it : un giorno”andando al mare” si è fatta sentire… leggete. Ma un segnale, me l’ha mandato, anche esattamente un anno fa… Mercoledì 31  Agosto 2016 sono andato a trovarla al cimitero di Treviso. Volevo salutarla ma avevo anche bisogno di chiederle aiuto per un momento di mia difficoltà al rientro da una estate tremendamente difficile, piena solo del vuoto della solitudine. E nel salutarla, mi giro un’ultima volta: “Nonna, mi raccomando, fammi capire che mi hai ascoltato”. Il giorno dopo vado al lavoro in un paese del Veneto, ho controllato più volte, una sola residente è iscritta a quell’anagrafe col nome di Filomena: una sola. Entro in un ristorante che ho visto sulla statale, si avvicina la cameriera che prende la comanda e poi mi lascia il biglietto per andare, a fine pranzo, a pagare alla cassa. Nome della cameriera: FILOMENA! Non potevo crederci! Ho conservato il biglietto. Appena ho letto quel nome, ho detto a me stesso: “Grazie, nonna! So che mi hai ascoltato.” Qualche settimana dopo sono tornato in quel ristorante, volevo salutare Filomena e dirle che si chiamava come mia nonna… Entro, non la vedo e chiedo al personale di sala se Filomena era di servizio: “Filomena non lavora più qui, ha trovato una nuova occasione, è rimasta qui poco tempo.” Incredibile: un incrocio nello spazio di pochissimi giorni, proprio in quei pochi giorni. Ma ho conservato, con fiducia, il biglietto. Qualche mese dopo, verso la fine dell’anno, ho avuto una notizia che mi ha toccato nei miei affetti più veri,  l’onda lunga della sofferenza estiva non era ancora finita;  mi sono volto al cielo e ho detto:Nonna, allora, ci sei, mi vedi?”. Il giorno dopo mi è arrivata una ricompensa per tutta quella sofferenza… mi ha sentito e mi ha mandato la materializzazione di un sogno.  Crederci, sempre!