Buongiorno…
Non siamo né sopramobili, né pacchi postali, né capi di abbigliamento. “<Cosa…> lo vai a dire a qualcun altro! Ok?” Ed è il minimo, solo per essere eleganti. Ma se devo pronunciare la frase più forte che posso parlando di mia figlia, delle donne che ho amato, degli occhi per cui ho vissuto, gioito e pianto, ogni volta che è, ed è stato, amore vero, e perché no, per la Bonnie che ho in garage… 😉 allora dico: “Lei ed io siamo una <cosa> sola!” Il vocabolario se ne farà una ragione: per una volta la forza della dichiarazione vale più della forma. Ciò che risulterebbe offensivo altrove, qui è da brividi. Come dirsi: “Ti odio!” e poi baciarsi a strozzo e fare l’amore finché ce n’è! Se l’Amore sfugge a tutte le regole, può sfuggire anche a quelle grammaticali, e la trasgressione linguistica diventa fusione di pelle. Dimentichiamo il possesso, restiamo liberi, in Amore non si fanno prigionieri! E quando tutto questo, per sempre, sarà finalmente acquisito, potremo liberare l’abbandono vertiginoso di un: “…io sono <roba> tua!” In quel contesto, con quella forza, incondizionata, questa frase rende quel giorno, uno dei giorni più belli della nostra vita.
Buona giornata, Cuori (e, talvolta, meno male…) sgrammaticati. Vince

Vince